Visualizzazione post con etichetta scoreggia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta scoreggia. Mostra tutti i post

lunedì 28 febbraio 2011

Scusate ma... essere o non essere?

“L’Eterno, il Signore, chiamò l’uomo (Adam) e gli disse: Dove sei?”. Questo passo tratto dalla Genesi ha fatto incanutire per secoli le barbe degli esegeti biblici: Adam pensava realmente di potersi sottrarre al Grande Fratello? Oppure Dio non conosceva le Yahoo! Answers, il servizio messo a disposizione dalla società della Silicon Valley e che permette di trovare una risposta ai grandi quesiti della vita? Il primo utilizzatore sembra sia stato Amleto, che con la sua domanda ha dato origine a un thread chilometrico che non si è ancora esaurito. Se volete sapere che figura esce fuori unendo tutti i nei di Bruno Vespa, se i trentatré trentini che entrarono in Trento trotterellando erano veramente trentatré o perché la sinistra non scende mai in piazza per manifestare contro il quotidiano genocidio di batteri... be’, allora cosa aspettate?

Domenica scorsa, mentre stavo scrivendo il solito post del lunedì, sono stato colpito da amnesia fulminante. Non mi veniva in mente la parola ‘espettorare’. Una parola fondamentale dell’italico vocabolario. Così, ho googlato ‘come sputare catarro’ e il mio occhio è caduto su uno dei link delle Yahoo! Answers. Ci ho cliccato sopra. Mi sono imbattuto in tale Frank che, credo, non deve avere avuto una vita facile. Infatti, tale Frank domanda: “Come faccio a tirare su il catarro x sputare?..è da qnd ero piccolo ke non riesco...?”. Deve essere un problema terribile che, come potete vedere, gli impedisce anche di scrivere correttamente. Non potevo non condividire questa perla su Facebook. Ed è quello che ho fatto. Pochi minuti dopo il mio amico I., a cui non sfugge niente, mi fa notare che quello in cui sono incappato è niente in confronto al dilemma di Tear’s Rain: “È matematicamente possibile calcolare l'area di un pene?”. Non mi ricordo di aver mai dovuto affrontare un problema del genere sui banchi del liceo e a casa, in genere, usavo un semplice righello. Over the knee non si è lasciato spaventare dall’arduo compito e ha fornito una risposta articolata in complesse formule matematiche che vi invito ad andare a leggere . Ora è in lizza per una medaglia Fields. Genio assoluto. A quel punto mi sono incuriosito. Volevo sapere. Volevo sapere di più. Così, ho incominciato a fare ricerche qua e là. Per esempio, vi eravate mai chiesti perché le bambole gonfiabili hanno sempre un’espressione così stupida? Qualcuno sì. La teoria più accreditata sostiene che l’espressione ebete è dovuta al fatto che le bambole gonfiabili non possono studiare ad Harvard. Ha una sua logica. Qualcun altro si domanda se quando si fanno gli esami del sangue ti chiedono il numero di cellulare. Certo, poi ti chiamano per dirti se lo hai passato o ti devi presentare nuovamente al prossimo appello. Mariossi vuole sapere quale sia il valore nutritivo di una caccola. Vero che ci sono caccole più grosse di quel soufflé che ho mangiato l’altro giorno al ristorante di nouvelle cuisine, tuttavia non mi sembra un’informazione essenziale. A meno che non costituisca l’unica forma di nutrimento e allora forse sì, sapevatelo. Una ragazza soffre di acne sulle natiche e chiede consigli sulla cura. E il consiglio non si fa attendere: ‘Fondotinta’. E mentre un utente è terrorizzato dalla possibilità che mangiarsi le unghie faccia male allo stomaco – mai quanto le caccole, che sono sicuramente molto più caloriche –, un altro è assalito da un dubbio atroce che gli attanaglia letteralmente lo stomaco: “Perché scorreggio sempre?”. Fossi in lui, non mi preoccuperei troppo, la flatulenza è stata sdoganata da secoli grazie al dantesco ‘Ed elli avea del cul fatto trombetta’. In alternativa, potremmo presentargli Roberta, che desidera ottenere informazioni sugli esercizi ginnici più utili per combattere il meteorismo. “Cosa succede se un individuo ingerisce una supposta?”. E chi lo sa. L’Apocalisse? “Perchè continuo a sognare di fare sesso con il gatto di mia zia?”. Sarà forse un gatto molto ben dotato. Concludiamo con l’ultima domanda. La più geniale. Menzione d’onore. Applausi. Ovazione generale. Bacio accademico:

“Come faccio a fare domande su yahoo answer?”.

E anche per oggi abbiamo finito. È lunedì, sono stanco, stressato, ho una tendinite che mi impedisce di suonare la chitarra da novembre, una fastidiosa tallonite, le ragazze mi danno numeri di cellulare a cui poi non rispondono e non ci sono più le mezze stagioni. A Zurigo non ci sono mai state perché è sempre inverno – ma che freddo fa?!! Meno male che ci sono le Yahoo! Answers, almeno mi faccio due risate. Adesso vi saluto: devo andare a calcolare l’area del mio pene. Buona settimana a tutti!

lunedì 11 ottobre 2010

L'insostenibile leggerezza dell'etere

Lo sappiamo, sottile è la linea che separa la vita dalla morte. Un colpo di sonno mentre si guida a fari spenti nella notte. Flirtare con la ragazza di quell’australopithecus gigantesco che si esprime solo a monosillabi e a colpi di mazza ferrata. Citofonare la domenica mattina per portare la parola di Geova. La nostra esistenza è appesa a un filo e se il filo si spezza, ci sfracelliamo al suolo e dopo non potremo mai più pronunciare parole come supercalifragilistichespiralidoso, sternocledomastoideo e precipitevolissimevolmente. Ne sa qualcosa una donna di Avion, piccolo paese del nord della Francia, che qualche giorno fa... Ma andiamo con ordine. Davanti al computer, do un’occhiata alla versione online francese di 20 minuten. Ci tengo a essere informato sul nuovo calendario sexy delle contadine svizzere e ai morbosi casi di cronaca nera che appestano il paese. Infatti il giornale è lungo due righe e mezzo. Comunque, la mia attenzione è fagocitata da un titolo che si insinua nel mio labile cervello come un imperativo categorico. Devo leggere l’articolo. Siamo ad Avion, che Wikipedia dice trattarsi di “un comune francese di 18.298 abitanti situato nel dipartimento del Passo di Calais nella regione del Nord-Passo di Calais.”. E basta. Non deve essere molto eccitante vivere ad Avion: qualche voilà, un po’ di parbleu e tutti a seguire Second chance su TF1. E quando l’oscurità cala su Avion, be’, non succede niente. Si va a letto. E infatti il dramma di cui voglio raccontarvi si svolge tutto all’interno di una camera da letto. Lui e lei. Lui me lo immagino sulla cinquantina, un pancione irsuto dedito a quella nobile arte che è lo sfregamento delle gonadi. Utilizzare però luoghi comuni per agire sull’immaginario collettivo è tristemente banale. Diciamo che lui è un intellettuale che, vestito di tutto punto con il suo pigiama di seta se ne sta da una decina di minuti comodamente sdraiato a leggere la proustiana À la recherche du temps perdu. Ha quasi finito una frase. Lei, accanto, cerca di dormire sfinita dopo una intensa giornata passata a studiare L’arte della fuga di Bach. Una coppia come tante altre. Forse nottambula visto che 20 minuten riferisce che erano circa le 5 del mattino, ma il post è il mio e ci scrivo quello che voglio. All’improvviso, la pace coniugale viene minata da un evento a dir poco terribile. L’uomo emette una flatulenza dall’odore particolarmente nauseante. In gergo tecnico, una loffa: silenziosa e micidiale. Non resta che la fuga. Ora, io ritengo che chi produce gas di tale nocività senza almeno avvertire e concedere ai presenti una possibilità di sopravvivenza dovrebbe essere perseguibile penalmente. Ve lo dice uno che sul volo di ritorno da Istanbul, lo scorso capodanno, fu sottoposto dal vicino areofagitico a questa tortura per tutta la durata del viaggio. Quattro ore di allucinazioni visouditive. Perciò, ben capiamo la moglie che, asfissiata, fa quello che tutti noi avremmo fatto: si allontana dal luogo mefitico e spalanca la finestra, prendendo grandi boccate di aria e decontaminando l’area. Il problema è che il marito non la prende affatto bene. Anzi, la prende come un’offesa. Forse era la loffa perfetta. Non essendo riuscito a eliminare la consorte con questa tecnica fatale, decide di portare avanti l’intento criminale strangolandola direttamente. Ma non abbastanza. Insomma, tragedia sfiorata ma evitata e, come scriveva Shakespeare, tutto è bene quel che finisce bene. La notizia mi ha fatto tornare in mente, e non chiedetemi perché, il tizio che l’altra sera, nello spogliatoio della piscina, inondava le sue ascelle con uno tsunami di deodorante. Niente di male, ci mancherebbe, vorrei solo capire perché lo facesse prima di entrare in acqua. Buona settimana a tutti!

p.s: per chi non lo sapesse, Avion, in francese, significa aereo. Piuttosto azzeccato con il protagonista di questo post. Post anche loro, in fondo, aerei, eterei, impalpabili e che svaniscono alla prima finestra spalancata.