
Potrebbe succedere dovunque. Però, succede a Milano. Sabato sera, locale della movida meneghina. Un centinaio di persone riunite in festeggiamenti di compleanni, tante tante bollicine. Una torta Sacher grossa circa come il disco volante di “Incontri ravvicinati del terzo tipo” fa il suo ingresso trionfale. Adagiata sul tavolo, attende di essere tagliata e servita. Catalizza l’attenzione. Io aspetto, fremente. Mi si avvicina una ragazza. Una bella ragazza, quella che in genere, con una sineddoche di ricercata eleganza, viene definita una bella figa. La parte per il tutto. Purtroppo, mai arte retorica fu più azzeccata come in questo caso. Attacca bottone. Mi dice che pensava si cenasse, e invece. Ha fame. Poi…
“Ma la torta Sacher è di moda, no?”
Mi sa che non ho sentito bene
“Cioè, è fashion, no?”
Ho sentito bene
“Guarda, ti dico la verità: la Sacher è davvero trendy”, e lo dico con una “e” aperta alla milanese. “Treendy”
“Eh, infatti, mi sembrava”
Mi sembrava cosa? Mistero delle sinapsi
“Certo, non è come la Bar**** di Mo****”
Non è fashion?
Dopo venti minuti infila tra le fauci il terzo pezzo di torta. Tutto quel fashion in mezzo ai succhi gastrici. Che spreco, no?
“Ma la torta Sacher è di moda, no?”
Mi sa che non ho sentito bene
“Cioè, è fashion, no?”
Ho sentito bene
“Guarda, ti dico la verità: la Sacher è davvero trendy”, e lo dico con una “e” aperta alla milanese. “Treendy”
“Eh, infatti, mi sembrava”
Mi sembrava cosa? Mistero delle sinapsi
“Certo, non è come la Bar**** di Mo****”
Non è fashion?
Dopo venti minuti infila tra le fauci il terzo pezzo di torta. Tutto quel fashion in mezzo ai succhi gastrici. Che spreco, no?

Traslocato, finalmente: ho un letto, un guardaroba, un tavolo da cucina con due sedie, un mobile per la televisione con libreria annessa,una scala con due soli gradini, qualche lampada, piatti, posate, asciugamani, lenzuola. Venerdì arriva il resto. Non è di questo, però, che volevo scrivere. O almeno, non solo. Casa nuova, residenza nuova. Mi tocca tornare al consolato. Ahia… Non è di questo, però, che volevo scrivere. O almeno, non solo. Comunque, stamattina, una temperatura per niente primaverile – qui si passa dalla torrida estate a pieno inverno in un solo giorno – e un cielo grigio grigio. Sono sul tram numero 2, auricolari infilati nelle orecchie – mi sembra il luogo più appropriato –, sbadiglio compulsivo ed espressione instupidita dal sonno. Tre fermate dopo, fermi tutti, salgono i controllori. Le vocali e le consonanti escono a casa dalla loro bocca, ma il senso lo capisco ugualmente: con svizzero senso civico metto mano al mio abbonamento mensile e lo mostro al baffuto controllore, che abbozza un sorriso di approvazione. Bene. Andiamo avanti. Arrivo al consolato. Tizio parla con guardia – un’altra, non quella dell’ultimo post. Ecco l’imperdibile scambio di vedute:“Prego, documenti”“Eh… non ce li ho”“Patente, qualcosa?”“Niente, ma ho appuntamento”“Va bene, ma ho bisogno di un documento”“Ho appuntamento con (dice qualche nome di donna)”“Mhh”“La conosce, no?”“Sì, sì, la conosco, ma non conosco lei”“Eh…”“Va be’, vada, va” E facciamolo andare. Salgo al primo piano, munito di bigliettino. Numero: 007, capito? Nella sala di attesa non c’è nessuno. NES-SU-NO. E quindi, giustamente, aspetto venti minuti. Fortunatamente l’impiegata è gentile e simpatica, il che non serve però a placare i miei istinti omicidi nei confronti degli uffici pubblici italiani. In cinque minuti sbrigo la pratica. Bene. Non è di questo, però, che volevo scrivere. O almeno, non solo. Passeggiata fino a Bellevue, fermata del tram numero quattro. Due minuti dopo sono comodamente seduto, auricolari ancora infilati nelle orecchie. Tre fermate e... fermi tutti, salgono i controllori. Ancora?! Solite vocali e consonanti a caso. E poi lo vedo. Lui, il controllore baffuto. Mi si avvicina. Lo guardo.“Excuse me, sir, but you’ve already checked my ticket before”“Was?”Ho capito. Metto mano al mio abbonamento mensile e lo mostro a quello, quello baffuto, che abbozza un sorriso. Mi sa che stavolta, però, è un sorriso di presa per il culo…


